Allora, la rubrichetta di oggi è un progetto per il futuro.
Un futuro lontano, ma un futuro che spero si avveri.
Lo dico da anni: quando sarò una signora (ora sono una signora anagraficamente, ma non mi ci sento ancora, quindi non mi dite cose sgradevoli sulla mia età), io avrò una Cabat di Bottega Veneta.
Il progetto Birkin non esiste più; se mai sarà (e non sarà mai), sarà un gesto folle e totalmente estemporaneo (quindi impossibile perchè non sono un tipo da gesti folli ed estemporanei, soprattutto quando si parla di certe cifre).
E' una borsa bella, bellissima, la vorrei, la voglio, ma non sono disposta a:
- liste di attesa infinite
- giochetti da lista di attesa
- non sapere quanto costerà quando avrò i soldi... perchè in questo modo non avrò mai i soldi .
Non è una borsa da risparmiatrice con il salvadanaio, non è una cosa per me.
Mi è scappata la poesia.
Non trovo giusti gli aumenti pazzeschi che nell'arco di un paio di anni posso arrivare a migliaia di euro.
Ormai è chiaro che non si tratta più di una borsa o delLA borsa... si tratta di uno status symbol.
E a me gli status symbol non interessano molto.
Mi interessano le cose belle, le cose fatte bene, le cose preziose che nascondono manifattura e artigianato d'elite.
Lasciamo perdere tutto il resto e torniamo quindi alla Cabat.
Sull'ultimo numero de L'Officiel ho letto una cosa che mi ha rinfrancato in questa mia scelta: Non c'è mai niente d più complicato della semplicità. Una Cabat deve essere lavorata da un'unica mano, perchè due persone non stringerebbero l'intrecciato con la stessa tensione. L'hanno già scritto tutti:l'assenza di logo è la ferma certezza che una borsa possa essere riconosciuta per la sua manifattura. Così il rifiuto di produrre una IT BAG - ovvero il rifiuto di quei meccanismi di marketing e comunicazione che costruiscono la IT BAG (foto delle attrici, sceneggiatura di una serie tv, liste di attesa programmate).
Il modo migliore di creare una IT BAG è non crearla (...)
Da L'Officiel pag 37. (Comprate L'Officiel!!).
Qui un video: http://www.selectism.com/2012/07/20/watch-how-they-make-the-bottega-veneta-cabat-leather-bag/
Ok.
Fin qui le cose belle.
Ma ci sono anche le magagne:
- Il prezzo. Esoso. Intorno ai 3000€.
- Non è proprio vero che non usano i mezzi tradizionali per farsi conoscere ( trattasi di una delle 2 borse che invidio alla Ferragni , l'altra è la Sofia Coppola di Vuitton. Non è proprio la Cabat e l'intento è quello di pubblicizzare il servizio personalizzazione e non il marchio in sè, ma è pur sempre una bella Bottega Veneta regalata ad una blogger).
- In un angolino del mio cervello c'è ancora quel servizio di Report del 2008 in cui la giornalista chiedeva quanto costava una borsa agli artigiani cinesi che la stavano facendo e loro rispondevano poche decine di euro. (Questo discorso è lungo e controverso. Siamo tutte consapevoli di come stanno le cose, ma delle volte è difficile digerirlo!).
E quale sarà la vostra borsa della maturità?
Un futuro lontano, ma un futuro che spero si avveri.
Lo dico da anni: quando sarò una signora (ora sono una signora anagraficamente, ma non mi ci sento ancora, quindi non mi dite cose sgradevoli sulla mia età), io avrò una Cabat di Bottega Veneta.
Il progetto Birkin non esiste più; se mai sarà (e non sarà mai), sarà un gesto folle e totalmente estemporaneo (quindi impossibile perchè non sono un tipo da gesti folli ed estemporanei, soprattutto quando si parla di certe cifre).
E' una borsa bella, bellissima, la vorrei, la voglio, ma non sono disposta a:
- liste di attesa infinite
- giochetti da lista di attesa
- non sapere quanto costerà quando avrò i soldi... perchè in questo modo non avrò mai i soldi .
Non è una borsa da risparmiatrice con il salvadanaio, non è una cosa per me.
Mi è scappata la poesia.
Non trovo giusti gli aumenti pazzeschi che nell'arco di un paio di anni posso arrivare a migliaia di euro.
Ormai è chiaro che non si tratta più di una borsa o delLA borsa... si tratta di uno status symbol.
E a me gli status symbol non interessano molto.
Mi interessano le cose belle, le cose fatte bene, le cose preziose che nascondono manifattura e artigianato d'elite.
Lasciamo perdere tutto il resto e torniamo quindi alla Cabat.
Sull'ultimo numero de L'Officiel ho letto una cosa che mi ha rinfrancato in questa mia scelta: Non c'è mai niente d più complicato della semplicità. Una Cabat deve essere lavorata da un'unica mano, perchè due persone non stringerebbero l'intrecciato con la stessa tensione. L'hanno già scritto tutti:l'assenza di logo è la ferma certezza che una borsa possa essere riconosciuta per la sua manifattura. Così il rifiuto di produrre una IT BAG - ovvero il rifiuto di quei meccanismi di marketing e comunicazione che costruiscono la IT BAG (foto delle attrici, sceneggiatura di una serie tv, liste di attesa programmate).
Il modo migliore di creare una IT BAG è non crearla (...)
Da L'Officiel pag 37. (Comprate L'Officiel!!).
![]() |
| nitrolicious.com |
Qui un video: http://www.selectism.com/2012/07/20/watch-how-they-make-the-bottega-veneta-cabat-leather-bag/
Ok.
Fin qui le cose belle.
Ma ci sono anche le magagne:
- Il prezzo. Esoso. Intorno ai 3000€.
- Non è proprio vero che non usano i mezzi tradizionali per farsi conoscere ( trattasi di una delle 2 borse che invidio alla Ferragni , l'altra è la Sofia Coppola di Vuitton. Non è proprio la Cabat e l'intento è quello di pubblicizzare il servizio personalizzazione e non il marchio in sè, ma è pur sempre una bella Bottega Veneta regalata ad una blogger).
- In un angolino del mio cervello c'è ancora quel servizio di Report del 2008 in cui la giornalista chiedeva quanto costava una borsa agli artigiani cinesi che la stavano facendo e loro rispondevano poche decine di euro. (Questo discorso è lungo e controverso. Siamo tutte consapevoli di come stanno le cose, ma delle volte è difficile digerirlo!).
E quale sarà la vostra borsa della maturità?
- 09:30:00
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